Perché tutti guardano Nobody Wants This

La serie Netflix numero 1 in Italia (e non solo), romcom con Adam Brody e Kristen Bell, ci piace tanto perché racconta come dovrebbe essere una relazione di coppia tra adulti. Ecco come

Lui ha rubato il cuore a tutte le/i Millennials (e le loro mamme) nei primi anni 2000 nei panni di Seth Cohen, un adolescente ebreo di Orange County, California, alle prese con una vita alto borghese non sempre felice, un fratello acquisito e una ragazza dei sogni. Sto ovviamente parlando della serie tv The O.C., che guardavamo su Italia 1 una sera a settimana – sigh, che bei tempi! 

Lei era l’eroina coraggiosa e testarda di Veronica Mars, in onda sempre su Italia 1, nella fascia pomeridiana: liceale ma anche investigatrice privata che si diletta a scoprire casi misteriosi insieme al padre, ex sceriffo della città. Teen drama, giallo e commedia in uno. Indimenticabile.

Oggi Adam Brody e Kristen Bell sono i protagonisti, ormai quarantenni, di una nuova commedia romantica che è in pochissimo tempo già al primo posto delle classifiche di Netflix.

L’ho guardata in un paio di giorni e non ho potuto fare a meno di notare che contiene tutta una serie di elementi interessanti che, a mio avviso, ne spiegano il successo. Meritatamente, aggiungerei.

E così ho deciso di scriverci un blog post. 

Partiamo dal presupposto che adoro le romcom, quelle leggere, dalle vibes anni 90, con poca trama e tanto romance, perché, come dico sempre, sono un fantastico “sciacqua cervello”. Lungi da me pensare che le melense storielle raccontate in film come in Il matrimonio del mio migliore amico, Prima o poi mi sposo o Bride Wars raccontino la vita vera (anche se forse qualche piccolo danno quando ero ragazzina lo hanno fatto).

Tuttavia, ci sono storie d’amore anche tormentate e travolgenti, come Le pagine della nostra vita o Io prima di te. Ebbene, Nobody Wants This non rientra in alcuna di queste categorie.

No, perché è una commedia romantica, certo, in cui si parla d’amore, però non è banale né scontata, è anzi molto attuale. E non è nemmeno straziante e spaccacuore, pur commuovendo e facendo riflettere.

Ho raccolto qui 5 motivi per cui Nobody Wants This è la romcom di cui avevamo bisogno – e, per fortuna, è arrivata.

ATTENZIONE: potresti tovare degli spoiler!

1) Tra i due protagonisti c’è chimica sin dal primo sguardo

Non c’è niente di più cliché e fastidioso che guardare una commedia romantica che ti fa chiedere continuamente: “quando si baceranno?”, “lo faranno o non lo faranno?”, “ma finiranno insieme oppure no?”. Nobody Wants This, d’altra parte, chiarisce fin dall’episodio pilota, quando Noah (Brody), un rabbino benvoluto dalla sua comunità, e Joanne (Bell), podcaster di successo, si incontrano a una cena a Los Angeles, che sono attratti l’uno dall’altra. 

Noah ha appena rotto con la sua fidanzata di lunga data, Rebecca (Emily Arlook), che ha orchestrato il loro fidanzamento senza di lui. Rebecca non ha bisogno di romanticismo; vuole solo arrivare al traguardo, ovvero il futuro che lei e la madre di Noah, la signora Bina (Tovah Feldshuh), hanno pianificato.

Noah, invece, è un uomo a cui piace vivere la vera natura delle cose e navigare nell’ignoto. Pianificare tutto non fa per lui. Quando descrive Joanne come una “donna senza filtri, complicata, vulnerabile e bellissima” che vuole essere vista come speciale o diversa, è un complimento. E lei lo sa.

Come capiamo presto dal podcast che registra con sua sorella Morgan (Justine Lupe), Joanne ha un passato di flirt con uomini emotivamente non disponibili. A primo impatto, un rabbino che ha bisogno di sposare una donna ebrea se spera di progredire nella sua carriera rientra perfettamente in questa categoria di uomini non disponibili. Ma Noah è anche divertente, non giudicante e capace di prendere Joanne sul serio. Crede in lei, la sostiene.

Capisce che entrambe le loro professioni implicano la costruzione di una comunità e la connessione con coloro che si uniscono: lui i cittadini ebrei che frequentano il suo tempio, e lei le donne che ascoltano il suo podcast sull’empowerment femminile. Joanne parla apertamente di argomenti scomodi, come sesso e tabù relazionali, per stimolare le persone ad aprirsi, dire quello che pensano e lasciare andare la vergogna e i problemi che nascono dalle incomprensioni.

È difficile non essere ispirati dal primo sermone di Noah, quando ricorda a noi (e a Joanne) di non lasciarci sfuggire le opportunità perché si presentano in una forma che non ci aspettiamo: “Abbiamo tutte queste possibilità di svegliarci e cambiare il corso delle nostre vite. Tutto può avere uno scopo se lo permetti”.

Dio o non Dio, quanto è vero.

2) Avere 40 anni ed essere single è totalmente “normale”

Il fatto che Noah e Joenne siano due quarantenni fa da sfondo alla storia, ma non è un big deal: nessuno lo dice in modo esplicito, è evidente ed è assolutamente… normale. Non c’è niente di strano che nessuno dei due non sia stato sposato o non abbia figli o qualche dramma passato dal quale ora sta cercando di rinascere.

Una differenza evidente rispetto a The Idea Of You, altra romcom di grande successo, sbarcata su Prime Video lo scorso marzo, dove il fatto che la protagonista Anne Hathaway abbia 40 anni è proprio al centro della storia.

Lei e il 24enne cantante di una boyband – il promettente Nicholas Galatzine – s’innamorano, ma tutte le loro avventure e disavventure si verificano esattamente intorno alla differenza di età tra i due e tutto ciò che per la società e gli altri questo comporta.

Qui, invece, Adam-Noah e Kristen-Joanne dimostrano che avere 40 anni, non essere sposati e conoscere persone nuove, avere appuntamenti, uscire, baciarsi, risentirsi non solo è possibile, ma è più che normale – tanto che non è necessario ribadirlo.

Non so se sia stato intenzionale, ma ho adorato che non sia stato un tema della serie. Ci ha raccontato una storia d’amore tra adulti molto “normale”, contribuendo così a scacciare lo stereotipo che a 40 anni o hai una famiglia e tutto sotto controllo o stai ricominciando da capo. No, a 40 anni puoi semplicemente non aver ancora trovato la persona giusta, stai ancora esplorando il mondo là fuori e non c’è bisogno di parlarne.

3) La posta in gioco è reale

Con il capo di Noah, il rabbino Cohen (Stephen Tobolowsky) che si avvicina alla pensione e il podcast di successo delle sorelle, che si chiama proprio Nobody Wants This, sull’orlo dell’acquisizione, questa sana relazione di coppia pare essere reciprocamente dannosa per la vita professionale di entrambi. 

Dieci episodi da mezz’ora consentono ai protagonisti di ballare in modo credibile e spensierato. Il primo bacio tra Noah e Joanne alla fine dell’episodio 2 è un classico istantaneo, il tipo di bacio intimo e passionale in pubblico, di quelli “chissenefrega del resto del mondo”. Ci è subito chiaro che non possono dirsi addio.

Nell’episodio 3, Joanne teme di non essere una persona abbastanza buona per stare con un bravo ragazzo come Noah, e lui cerca di far accettare alla sua famiglia che non tornerà mai più insieme a Rebecca. Il primo appuntamento ufficiale dell’episodio 4, una visita improvvisata a un sexy shop per prepararsi adeguatamente a un colloquio importante, si conclude con loro che si mettono (emotivamente) a nudo: Noah ammette di volere più di un ripiego e Joanne confessa di aver paura di diventare emotivamente dipendente da un uomo che alla fine si renderà conto che lei è troppo impegnativa e le spezzerà il cuore.

Nell’episodio 5, Noah non è pronto a rendere pubblica la loro relazione e, durante un viaggio di lavoro, cerca di nasconderla al suo capo. Poi incontra i genitori di lei e cerca, goffamente, di piacere loro il più possibile, facendo così gesti che imbarazzano e infastidiscono Joenne. 

Lei, invece, mette in dubbio i suoi sentimenti per Noah, perché in fondo è sempre stata la ragazza che mollava gli uomini dopo poco tempo. Dopo, però, cerca in tutti modi di piacere a sua volta alle amiche donne di lui, e persino a Rebecca, la sua ex. 

Le cose tra il nostro eroe e la nostra eroina si complicano negli ultimi 90 minuti, quando Noah deve finalmente chiedere a Joanne se è disposta a convertirsi per stare con lui. Lei dice di sì, ma poi riflette e gli confessa che ha accettato di convertirsi solo per non perderlo. Lo ama davvero (anche lei). Rispetta troppo Noah e la sua religione per promettere che sarà mai pronta a fare quella scelta per le giuste ragioni, e così lo lascia.

“Non puoi avere entrambe le cose. E non ti farei mai scegliere”, gli dice, salutandolo con il cuore spezzato (e anche noi). Alla fine dell’ultima puntata Noah la insegue e le dice che lo sa, non può avere entrambe le cose. La bacia e ci lascia intendere che ha scelto la cosa che per lui conta di più. 

La serie ha un finale aperto, dunque, e a noi non resta che aspettare il capitolo II.

4) La comunicazione aperta e sincera

Forse per la prima volta, si tratta di una romcom che descrive un amore sano, invece del solito amore tossico e travagliato.

I personaggi di Noah e Joanne, infatti, sono due adulti che s’incontrano quando hanno già più di 40 anni (vedi punto sopra) e si trovano entrambi in un momento molto avanzato della loro carriera. 

Non solo. Raramente abbiamo visto e vediamo sullo schermo (o grande schermo) storie d’amore in cui la coppia comunica in modo aperto e sincero, senza filtri e nonostante le paure individuali. In poche parole: una relazione sana.

La comunicazione efficace e sana di una coppia, dopotutto, è quella basata sull’ascolto reciproco e che affonda le sue radici nell’intelligenza emotiva. Noah e Joenne non si tormentano costantemente a causa delle cose non dette, bensì costruiscono una relazione in cui sin da subito sanno dirsi anche le verità più difficili.

Non importa cosa la società dica loro essere giusto o sbagliato – come un rabbino esemplare debba comportarsi con le donne, o come una donna debba rapportarsi agli uomini e al mondo. No, loro sono due adulti che hanno amato, sofferto, sognato, fallito e si sono rialzati.

Lui esce da una relazione che non ha funzionato, lei da mille incontri senza amore. E proprio per tutti questi motivi sanno incontrarsi in quel terreno fertile in cui può sbocciare l’amore vero, non quello dipinto dalle favole e dai teen drama che certo abbiamo adorato, ma c’è molto altro. L’amore adulto, maturo, autentico e fatto di buone dosi di realtà, a volte noiosa, a volte scomoda, a volte incredibilmente fantastica.

Ed è proprio quello di cui un po’ tutti abbiamo bisogno.

Per concludere…

Nobody Wants This piace molto alla generazione dei Millennials (1980 – 1993) perché i suoi protagonisti sono persone “normali”, hanno 40 anni e sono ancora in viaggio, si amano in un modo molto lontano da quello che ci è stato insegnato e mostrato da genitori, nonni e televisione.

Nella coppia moderna ci si rispetta e ci si sostiene, la donna non è solo la moglie, madre e addetta alla casa, ma ha dei sogni e li persegue senza vergogna. L’uomo non è solo rude e aggressivo, ma anzi è anche sensibile, emotivo, dolce e sì, ha intelligenza emotiva.

Noah e Joanne sono i 40enni che i 30enni di oggi vogliono diventare, o i coetanei che desideriamo essere, gli adulti che sognano, sbagliano, ricominciano, credono in se stessi, comunicano in modo spontaneo e salutare.

E i personaggi secondari, il simpatico fratello di lui, Sasha (Timothy Simons) e la folle sorella di lei, Morgan (Justine Lupe), incarnano il simbolo degli amici che, anche con i loro difetti, ti accompagnano passo dopo passo nel tuo cammino di crescita personale e professionale.

Insomma, in un’unica serie tv c’è tutto quello che non sapevamo di volere (essere o diventare). Forse il titolo Nobody Wants This è riferito al fatto che tutti, nella commedia, sono contrari alla relazione tra Noah e Joanne, perché sono molto diversi. Ma ehy, io direi piuttosto: everybody wants this.

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Una risposta

  1. A me è piaciuta tantissimo perché ridà speranza nel mondo delle relazioni.

    Ovvio, si parla sempre di una serie TV, quindi certe cose sono esagerate e la vita vera ha sfaccettature più complesse, però in un mondo dove l’amore tossico “regna sovrano”, dove le relazioni usa e getta la fanno da padrone, dove si tende a cercare la compagnia di altre persone (usandole) anziché risolvere i problemi con il proprio partner, per poi tornare sui propri passi ferendo non una ma più persone, Nobody Wants This trasmette un’aura di normalità e sani sentimenti che sono quasi straordinari per l’epoca attuale.

    La scelta dei personaggi è sicuramente strategica e “studiata” per il successo a chi come me ha vissuto nel pieno dell’adolescenza le avventure di Seth Cohen e Veronica Mars, ma il prodotto racconta esattamente come dovrebbe essere una relazione sana, andando contro a tutto ciò che la maggior parte dei coach relazionali, social network ecc incitano.

    L’amore non deve essere sinonimo di dolore, e se lo è non è amore vero. Ci saranno sempre periodi complicati, ma vanno affrontati a testa alta, con amore, nel migliore dei modi.

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