Rientro vacanze: affrontare lo stress di ritorno al lavoro

La sabbia morbida sotto ai piedi.

S’infila leggera tra le dita.

Sprofondano lentamente lasciando alle caviglie l’abbraccio del mare.

Il sole sta tramontando, la luce d’oro all’orizzonte è perfetta – per un bacio romantico o un aperitivo divertente con gli amici.

Stai così bene, non pensi a niente, la tua pelle che sa di salsedine è un po’ abbronzata e i capelli si sono schiariti. Hai aspettato le vacanze estive tutto l’anno e ora…

Sono già finite.

Keep calm e respira. L’ansia da rientro è molto comune e superare lo stress da rientro non solo è possibile, ma può essere anche più semplice di quello che pensi.

Quello che ti serve è il mindset giusto e la parola chiave è: gratitudine.

La fine delle vacanze

Lo so, hai dentro quella sensazione di groviglio allo stomaco. Magari un po’ di nausea, o il respiro corto, un generale malessere diffuso. Niente paura: si chiama sindrome da rientro.

Somiglia molto alla sindrome della domenica sera, ma è più forte. Più forte e grigia. Forse perché al mare (o in montagna o altrove) sei stat* così bene che ti eri quasi dimenticat* della vita “normale”.

Se sei tra i più fortunati, hai fatto tre settimane di ferie, o addirittura un mese.

Ma anche con due o una settimana sola, la possibilità di staccare corpo e mente dall’ufficio e impegni, ora rende molto difficile tornare al solito tran-tran.

Durante le vacanze dormiamo di più e meglio, i nostri muscoli si rilassano (addio a mal di schiena & Co.). Le relazioni con partner, familiari e amici diventano più serene e in generale ci sentiamo decisamente bene.

Sarà grazie al maggiore tempo trascorso all’aria aperta, sarà per l’assenza di impegni e richieste lavorative…

Per il sole caldo dell’estate, il profumo di gelsomino che inebria i giardini, le lunghe giornate che trasformano il giorno nella notte come sogni ad occhi aperti.

Perdonami, a volte mi lascio trasportare dal linguaggio poetico, ma ammettiamolo: si presta davvero bene all’occasione.

Ebbene, tutto questo fa sì che settembre – forse ancora più di gennaio – diventi una tremenda ombra che incombe su di noi, minacciosa come i corvi di Hitchcock.

Rientro al lavoro: i sintomi

E quindi eccoci qui. Il calendario dello smartphone ci ricorda che settembre è iniziato. Le pubblicità alla TV raccontano di zainetti con i supereroi e le principesse, nuovi diari scolastici e mille rimedi per ricominciare con la giusta energia.

Persino le GIF su Instagram ti salutano con un colorato “Happy September”. Ma tu non ti senti molto happy.

Il rientro dalle ferie è difficile per tutti. Chi dice il contrario mente, o se desideri al più presto tornare al lavoro, c’è un problema ancora più grande, ma questa è un’altra storia.

Ecco che cosa probabilmente stai provando, se anche tu – come me – sei nel momento post vacanze:

  • stanchezza fisica e mentale
  • emozioni come tristezza, malinconia, ansia
  • irritabilità e sbalzi d’umore
  • svogliatezza e pigrizia

Non si tratta di una vera e propria patologia clinica. Tuttavia ci possono essere casi estremi in cui la persona arriva a uno stato di malessere talmente elevato, da rientrare nella così detta depressione stagionale.

Il ritorno al lavoro rappresenta il ritorno alle responsabilità e ai doveri. A volte si prova anche senso di colpa, specialmente se in vacanza abbiamo adottato uno stile di vita più lento e – che Dio ci scampi – meno produttivo.

Qui ti parlo di come il falso mito della produttività abbia compromesso la nostra salute mentale.

Soprattutto, quello che accade in questo particolare momento dell’anno ci ricorda le sensazioni legate al capodanno.

Settembre e gennaio: due mesi distanti tra loro, ma che in comune hanno il simbolismo dei nuovi inizi, nuovi propositi, nuovi progetti, obiettivi, risultati. Insomma, nuove magagne per il nostro benessere psicofisico.

In questo articolo racconto proprio l’ansia da rientro a gennaio. Quando l’anno nuovo comincia e si porta dietro i pensieri più esistenziali e le emozioni più profonde.

Che fare, dunque, per sopravvivere e uscirne indenni?

Come gestire lo stress da rientro al lavoro

Ti dico la verità. Da quando sono una libera professionista e gestisco il mio lavoro e la mia vita a mia discrezione, il back to work mi pesa molto meno.

Ma per più di dieci anni sono stata una dipendente e per più di dieci anni, tutte le estati, alla fine delle ferie mi sentivo così.

Male. Triste. Angosciata.

La mia formazione in coaching e mindfulness mi ha resa una persona migliore, più consapevole e più calma. Non dico che oggi quella leggera ansietta da rientro sia a me totalmente sconosciuta, ma di certo ho un maggiore controllo sulle mie emozioni.

E voglio condividere con te quello che ho imparato per gestire questo momento difficile. Non credo ci siano regole che valgono per tutti (chi te le vende è il primo a non crederci).

Preferisco invece raccontarti la mia personale esperienza – reale e autentica – con la genuina intenzione di ispirarti a trovare le Tue modalità e i Tuoi ritmi per il rientro.

  1. Fai attività fisica

    Lo so, non ti sto dicendo qualcosa di nuovo. Ma per me camminare nel verde e nuotare sono la medicina più efficace di tutte.

    Settembre è un mese bellissimo per le passeggiate mattutine e serali. Pre o post lavoro, a seconda dei tuoi orari e preferenze.

    Muoverti un po’ prima di cominciare la giornata può caricarti di energia e farti sentire più lucid* e concentrat*. Lo dice la scienza, lo dico io e sono sicura che, se ci provi, lo dirai anche tu.

    Praticare alla sera un’attività motoria più soft, come lo yoga o il pilates, rilassa e distende dopo una lunga giornata. Ci prepara a un risposo più ristoratore.

    Ad ogni modo, puoi scegliere lo sport o pratica che preferisci. Non cedere alla tentazione di iscriverti in palestra solo perché ti sembra l’unica cosa da fare.

    L’attività fisica che terrà alta la tua motivazione e ti farà stare bene è quella che ti piace di più.

  2. Trova il tempo per ciò che ti piace

    TROVA il tempo. Non aggrapparti alle solite scuse.

    Il tempo non esiste (lo spiegava molto bene il fisico Carlo Rovelli nel suo TED Talk del 2012 a Como). Siamo noi che abbiamo inventato un modo per comprenderlo e misurarlo.

    Ma di fatto è una dimensione inesplorata: non possiamo attraversare il tempo, nè toccarlo o sentirlo.

    Il tempo ha il valore che gli dai tu. Allora prendi un impegno con te stess* – esattamente come rispetti le deadline con i tuoi clienti o responsabili d’ufficio.

    Trova il tempo da dedicare a qualcosa (e qualcuno) che ami. Trovalo. Fatti questa promessa e vedrai che la sindrome da rientro sarà meno dura del previsto.

    Io, una volta alla settimana, suono la batteria. Vorrei potermi definire la “Roger Taylor del Lago di Como”, ma no. Mi limito a divertirmi ed esprimere il mio lato più rock per il puro piacere di farlo.

    Leggo tanto (lo sa bene chi segue i miei BookClub mensili su Ritualmente.com). Ovviamente scrivo, perché scrivere mi fa sentire libera, leggera come una piuma (ho tatuato una penna d’oca sull’avanbraccio destro FYI).

    Mi piace ballare lindy-hop e ballare in generale. Vado alle mostre, parlo con le persone, colleziono storie e sono una fan dei podcast/docu-serie true-crime e film horror.

    In questi ultimi ci sono molta crescita personale e filosofia (che sono l’una la versione 2.0 dell’altra).


Ritagliarsi degli spazi, in soldoni, è cosa buona e giusta. Amen.

  1. Coltiva la gratitudine

    L’ho menzionata all’inizio di questo pezzo, ricordi?


La gratitudine è un’emozione potentissima che ha a che fare con il nostro mondo interiore e di cui purtroppo non si parla spesso.

Se ne si parla, siamo abituati a legarla a un “grazie” rivolto a qualcuno che ci ha fatto un favore o si è mostrato gentile nei nostri confronti.

Io parlo di un sentimento di gratitudine verso le piccole cose quotidiane e verso noi stessi.


Ok, è settembre, sei appena tornat* in ufficio, ti hanno già fatto una richiesta urgente e la macchinetta del caffè è rotta.

Ma oggi c’è il sole. Sii grat* per questo.

Il/la collega ti ha rivolto un sorriso sincero e avete chiaccherato e riso delle avventure estive di entrambi. Esci a pranzo e mangi un’ottima pizza.

Tuttosommato la giornata si conclude senza drammi e anche qui: sii grat*.

Coltivare la gratitudine significa riuscire a spostare lo sguardo da ciò che non va o non c’è, non ci piace, ci angoscia e preoccupa. A ciò che invece c’è, ci dà gioia, ci fa sentire amati, sereni, in connessione con noi stessi e gli altri.

Vale tutto, non ci sono regole. A farti sentire grat* potrebbe essere qualcosa di grande e importante, oppure qualcosa di piccolissimo e quotidiano.

Provaci: dal giorno prima di tornare al lavoro, per almeno una settimana, scrivi ogni giorno 3 motivi di gratitudine. Fallo la mattina prima di uscire o in pausa pranzo, perché no (mi raccomando, non si mangia alla scrivania!). La sera prima di dormire.

Osserva come questa breve e semplice pratica ti fa sentire. Annota le tue emozioni, riflettici, facci caso.

Io ho cominciato a farlo quando vivevo a Londra e la mia vita era molto frenetica. Lì sì che tornare dalle vacanze era un vero stress! Eppure, quei 3 piccoli grandi motivi di gratitudine al giorno mi facevano cambiare prospettiva su tutto.

5. Medita

La mindfulness ha enormi benefici su corpo e mente – questo ormai è risaputo. Ma per chi è ancora scettico, settembre è proprio il momento giusto per provare.

Se mindfulness letteralmente significa “pienezza della mente”, la meditazione è una pratica formale che ci permette di raggiungere questo stato.

Qui ti parlo di mindfulness e tutte le tecniche di respiro consapevole.

La vita frenetica di tutti i giorni ci porta a rimuginare in continuazione, perdendo di vista così le cose importanti: il momento presente.

Il qui e ora, adesso, è l’unica verità che esiste. E farci caso non solo è importante, ma migliora notevolmente la qualità della nostra vita.

Io personalmente ci dedico almeno 10-15 min al giorno: mi fa sentire energica, lucida, calma, centrata, connessa.

Anche durante tutta l’estate, per me è stato fondamentale meditare tutti i giorni – lo possono confermare le meravigliose donne che sono iscritte al mio gruppo di meditazione del lunedì sera.

Bastano pochi minuti – persino 1 minuto solo, se proprio non riesci a fare di più  al giorno. Chiudi gli occhi e fai dei respiri profondi, portando l’attenzione proprio all’aria che entra ed esce dalle narici.

Percepisci il tuo corpo, in questo esatto momento, così com’è, con eventuali fastidi, tensioni, dolori o sensazioni piacevoli.

Così facendo staccherai la mente dal suo rimuginio inutile e l’allenerai a stare nel presente. Un pochino alla volta, rendendola libera.

6. Organizza e pianifica

Un’altra operazione utile che puoi fare per rendere il tuo settembre meno pesante è buttare giù nero su bianco tutte le faccende che ti sei dett* di dover sbrigare.

Impegni di lavoro, visite mediche, to-do list domestiche… Tutto! Poi puoi dividerle per argomento e dare a ciascuna task un valore di priorità da 1 a 5.

In questo modo faciliterai il processo di decisione e ti sentirai meno appesantit* dal da farsi, perché finalmente vedrai i punti uno per uno, non tutti insieme.

Dopo di che pianifica! Nel tuo calendario – cartaceo o digitale – inserisci i vari punti nel tempo a tua disposizione da qui alla fine dell’anno (e oltre, se lo desideri).

Tieni conto delle priorità assegnate et voilà – saranno distribuite e quindi molto meno pesanti da affrontare.

L’equilibrio vita privata-lavoro è importantissimo, a settembre e tutto l’anno. Quindi dilazionare gli impegni è cruciale.

Se hai anche bisogno di rientrare nelle spese (in vacanza ti sei dat* alla pazza gioia, giustamente), fai un piccolo investimento intelligente. Acquista l’Eco Kakebo, il quaderno per le spese quotidiane in versione ecologica.

Potrai tenere traccia di tutti gli acquisti – personali o per la casa, il lavoro, i trasporti… E controllare meglio uscite e entrate. Io lo uso da qualche anno e trovo che sia uno strumento di gestione dei soldi molto utile (e carino).

Una nota importante: NON puoi fare tutto. NON puoi fare tutto ORA. Scegliere che cosa è prioritario e che cosa no può essere molto difficile ma è necessario.

Nessuno – e dico nessuno – può (pre)occuparsi di tutto nello stesso momento. Abbi fiducia che, una cosa per volta, riuscirai a sistemare tutto.

Ebbene, lo abbiamo detto e ridetto: settembre è come gennaio, un nuovo inizio. Questo va bene, e tu hai tutti gli strumenti per renderlo un momento piacevole e utile. Però senza farla diventare un’ossessione, mi raccomando.

Ti aspetto nei commenti!

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