Chi è il life coach, cosa fa e perché è importante

Una figura professionale che nasce da quello che una volta chiamavamo filosofo, attinge dai metodi dello psicologo, ma è qualcosa di ancora diverso e nuovo.

Sono una coach professionista e per prima cosa posso affermare che il percorso di crescita personale non finisce mai, nemmeno e anzi, soprattutto, in quanto coach.

Ho cominciato a studiare il coaching quando scrivevo come giornalista per Elle Italia e mi occupavo del canale “emozioni”. Scrivevo quindi di psicologia, relazioni, sviluppo delle potenzialità, come raggiungere obiettivi prefissati a breve e lungo termine.

Poi ho deciso di intraprendere un vero e proprio percorso di studi e mi sono diplomata al termine di un master in life coaching durato un anno e mezzo a Milano, che ha unito oltre 200 ore di formazione e 100 ore di tirocinio.

Oggi sono una life coach e cerco di aiutare gli altri a lavorare su sé stessi, come ho fatto e sto facendo io.

Ma chi è davvero il coach? Quale ruolo ha questa nuova figura professionale? Come può aiutare concretamente gli altri a migliorarsi? Quali strumenti usa?

Life coach: chi è

È interessante sapere che la figura del coach nasceva negli Stati Uniti alla fine degli Anni 70 con Timothy Gallwey, considerato proprio il padre fondatore del coaching, insieme al suo collega e autore John Withmore.

Grazie ai suoi studi delle dinamiche relazionali nel mondo del tennis, Gallwey aveva notato che i giocatori professionisti riuscivano a migliorare le performace dopo che il proprio coach – allenatore, appunto – aveva fatto loro domande su come si sentivano, anziché criticarli o dare loro consigli.

Queste osservazioni diventano un libro – Inner Game – e ancora di più diventano le basi della professione del life coach.

Ma dare una definizione precisa del life coach è molto più complesso e articolato: il coach ha l’obiettivo di supportare gli altri e aiutarli a raggiungere i propri obiettivi, sviluppare le proprie potenzialità. Però il suo lavoro non si limita a dare consigli e suggerimenti. Piuttosto fornisce ai propri clienti gli strumenti necessari e utili per trovare autonomamente le soluzioni ai problemi.

Infatti, dall’inglese, coach significa allenatore – colui che allena. Dopotutto, il coaching è un metodo che nasce proprio dal mondo dello sport. Ed è da lì che, ancora oggi, moltissimi coach di tutto il mondo prendono ispirazione: lo spirito motivazionale degli allenatori sportivi americani è un importante punto di partenza per chi vuole fare questo lavoro.

Non è un caso che, fra i libri più famosi che trattano l’argomento coaching, ci sia Niente teste di cazzo. Lezioni di vita e leadership dagli All Blacks di James Kerr. Un testo che racconta la storia della più celebre squadra di football americana e di come il loro successo sia dipeso dal modo in cui i giocatori pensano e agiscano.

Si può dire quindi che il coaching è un metodo di supporto alla persona che parte dall’ascolto attivo dell’altro, tramite il quale è possibile cogliere quali emozioni sta provando e come si sente.

E da qui vengono messi in atto dei piani d’azione mirati a raggiungere obiettivi concreti che possono essere più o meno relativi alla sfera privata e relazionale della persona, oppure riguardanti quella professionale e lavorativa. Ad ogni modo obiettivi specifici, idealmente obiettivi SMART – appunto specifici (specific), misurabili (measurable), raggiungibili (achievable), rilevanti (relevant) e con un limite di tempo (time-based).

A cosa serve un percorso di Coaching?

Il processo di coaching è un percorso articolato, più o meno lungo (si parte da un minimo di 4 o 5 incontri fino a un massimo di 10) durante il quale il potenziale della persona non solo emerge, ma si sviluppa, viene finalmente espresso completamente.

Personalmente credo che il coaching sia molto vicino alla filosofia (leggi questo articolo per saperne di più), perché ti spinge a farti delle domande, a riflettere, a cambiare il tuo punto di vista per trovare il tuo posto nel mondo.

Quando si vuole cambiare la propria vita, quando sentiamo il bisogno di attuare dei cambiamenti ma ne abbiamo (legittimatamene) paura – allora quello è il momento in cui siamo pronti per un percorso di crescita personale.

Se ti trovi in questa situazione, sappi che puoi chiedere il supporto di un professionista: uno psicoterapeuta, un counselor oppure un coach. Ricorda che la relazione di coaching è un rapporto che si costruisce a quattro mani: il coach non suggerisce mai la strada da intraprendere, ma attraverso le domande giuste – domande potenti (dall’inglese powerful questions) – ti porta a capire autonomamente che cosa desideri davvero o di cosa hai bisogno.

Se vuoi valutare un percorso di life coaching o job & career coaching con me, puoi mandarmi una email all’indirizzo scrivimi@saranoseda.com. La prima call è gratuita e senza impegno, e ha il fine di conoscerci e capire se e come posso aiutarti.

Se vuoi trovare invece altre informazioni su questa disciplina esplora il mio blog o iscriviti alla mia Newsletter dove ti tanto in tanto aggiorno e invio consigli sulla crescita personale.


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